sabato, ottobre 18, 2008

Scotland Tour 2007- 21/10/2007 - ORCADI !


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E' passato ormai più di un anno da questo bel tour della Scozia ed alcuni momenti iniziano a sfumare nella mia non ottima memoria. La visita alle Orcadi non è uno di questi.

Pur avendo visto un bel po' di città in giro per l'Europa, ad oggi non ho avuto modo di visitare luoghi più di tanto esotici. Alla fin fine i panorami Europei non sono poi così radicalmente diversi tra di loro, per quanto un sicilano catapultato in lapponia potrebbe pensarla diversamente. Le Orcadi sono state quindi per me una sorpresa totale perchè mai in vita mia avevo mi era capitato che un posto mi facesse pensare al primo sguardo: "Ma davvero è possibile vivere qui?".

Giungendo dal mare con la grossa nave prenotata il giorno prima con grande fatica da Alessandro in versione "extreme spelling", il primo impatto mi pone di fronte ad un gruppo di isolette che sembrano a mala pena stare a galla sul mare. Sono tanto basse, verdi e poco edificate da non riuscire minimamente ad ostacolare le nubi, che nella loro corsa sul mare si alzano appena quel tanto che basta da avvolgere la terraferma in nebbie improvvise e dense.

Attracchiamo sull'isola principale, quella con la capitale Kirkwall (14.000 abitanti) e scaricata la fidata macchina da sette posti iniziamo la ricognizione di alcuni siti archeologici paleolitici con la loro bella scorta di menhir smangiati dal vento. Ok, lo so, sono solo dei sassoni in piedi in mezzo al nulla, ma sono li da migliaia di anni e qualcosa vorrà dire. O forse no, ma io li trovo comunque affascinanti, anche quando per visitarli rischio di perdere la macchina fotografica e di finire nelle sabbie mobili della verde brughiera Scoz...ehm... non Scozzese, giaccè stando alla guida gli abitanti delle Orcadi pensano agli Scozzesi più o meno come gli Scozzesi pensano agli Inglesi.

Tra le altre attrazioni che visitiamo, ricordo la cattedrale di San Magnus a Kirkwall e la Italian Chapel, una chiesa costruita utilizzando due "baracche" dai prigionieri di guerra italiani durante il secondo conflitto mondiale, completamente affrescata all'interno e restaurata negli anni '60 dagli stessi prigionieri tornati da liberi cittadini a ridare vita alla loro creatura.
Questa chiesa dimostra due cose:

  1. Che non è che ci sia questo granchè da visitare alle Orcadi, a parte le Orcadi stesse.

  2. Che quando vogliamo noi italiani sappiamo anche non fare schifo.

domenica, maggio 25, 2008

BirraDiScimmia ospita: La cucciola

Bhè, è giunta l'ora che anche i miei 3-4 lettori facciano la conoscenza della mia dolce metà (mentre scrivo è appoggiata alla mia spalla destra, quindi quanto leggerete vi suonerà forse un tantino troppo mieloso...adesso sapete il perchè =) )
Non amo esporre in questa sede i miei sentimenti... alla fine se non fosse per i crawler spam questo sito non farebbe 3 hit mensili, ma non mi piace comunque l'idea di esporre i fatti miei personali al mondo intero, quindi mi limito a caricare qualche bella foto di momenti felici con la mia Eli. Lascio che le immagini si commentino da se.




venerdì, aprile 18, 2008

Scotland Tour 2007 - 20/10/2007 - Da Skye all'estremo nord (con Canisbay)


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Decisamente soddisfatti da Skye, che avrebbe meritato una visita meno frettolosa (quanto meno alla distilleria Talisker!), ripartiamo di buon'ora verso la nostra prossima meta: l'estremità settentrionale della Scozia, da cui poi partiremo per la visita alle isole Orcadi. La tappa, considerata la distanza da percorrere e lo stato delle strade, è sicuramente la più impegnativa della vacanza. L'idea iniziale era di passare dalla costa nord occidentale, da Ullapool in su per poi arrivare da ovest a Thurso, ma presi dall'ansia dei Km da macinare decidiamo di passare da sud, vicino ad Inverness e di risalire lungo la più civilizzata costa orientale. Decisione sofferta, almeno per me.

Nonostante il tempo sia più che mai tiranno, pianifichiamo un paio di deviazioni. La prima, di una ventina di km, ci porta allo spettacolare castello di Eilean Donan (quello di Highlander, per intenderci). Situato su un isolotto in mezzo al Loch Duich (che non è un lago ma un fiordo, come molti Loch scozzesi), è collegato alla terraferma da un ponte in pietra. Il riflesso delle montagne e del castello sulle acque placide del Loch mi fa rimpiangere di non poter aspettare il tramonto per vedere l'effetto. La località è comunque molto turistica. La seconda deviazione ci porta invece al Glen Torridon, sulla costa occidentale. Il cielo terso, il sole piacevole e la bellezza del panorama la rendono quasi più bella della valle del Glencoe visitata alcuni giorni prima con la pioggia battente.

Ora si tratta di correre sul serio, anche perchè abbiamo in programma di visitare la costa orientale quando ridiscenderemo, di li a due giorni, verso Inverness. L'unica tappa che ci concediamo durante la corsa verso nord è presso la trascurabile cittadina di Tain, triste e priva di attrattive. Per rendere il concetto, l'idea che a Tain hanno di attrazzione turistica è ben rappresentata da due "splendidi" abiti di cozze (letteralmente, manichini vestiti di abiti confezionati con gusci di cozze) esposti presso una chiesa locale.

Il resto del viaggio è accompagnato da una pioggia battente che regala un numero impressionante di arcobaleni. La vicinanza del mare (è una strada costiera), il vento e le nubi creano inoltre effetti spettacolari e paesaggi affascinanti, come quando passiamo nei pressi di una centrale eolica che, immersa in una nebbia fitta di nubi, sembra comparire dal nulla come una schiera di giganti minacciosi di donchisciottiana memoria.

Ci fermiamo a cena a Thurso, in un ristorante niente male consigliato dalla guida, e giungiamo a destinazione, il b&b Creag-na-mara di East May, che son quasi le 22. In confronto a queste zone, il sud della scozia sembra una Ruhr quanto a urbanizzazione. E' buio, il tempo è pessimo e non c'è in giro un'anima, ma resta un'ultima cosa da fare prima del meritato riposo...

Scaricati gli altri, la Etta ed Io raggiungiamo la terra promessa, la Shangri-la a lungo cercata: Canisbay! Ho trovato questa orribile cittadina costituita da due vie e un incrocio cercando di localizzare il b&b tramite google maps. Mi sono subito innamorato del nome. Comunqueq, giunti sul luogo, non abbiamo neanche il piacere di una foto sotto il cartello stradale del paese (assente). Tuttavia, ci concediamo alcuni scatti sotto la prima chiesa cattolica di Canisbay (ne esiste una seconda? già la prima è un container di lamiera...), l'ospedale di Canisbay e altre amenità simili.
Soddisfatti, dopo aver prenotato la nave per le orcadi per il giorno dopo con una gara di spelling di Ale, andiamo a nanna.

mercoledì, aprile 16, 2008

Scotland Tour 2007 - 19/10/2007 - Isola di Skye


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Sveglia di buon'ora, c'è strada da fare. Il marito di Shona, la proprietaria del b&b dove alloggiamo, ci consiglia alcuni posti di interesse sull'isola e partiamo con una sola auto dopo un'abbondante colazione alla scozzese. Cappuccio e brioche iniziano a fare capolino dai ricordi e chiedono il loro giusto spazio mattutino, ma dovranno aspettare ancora a lungo.

Partiamo in direzione nord lungo la costa, lungo una strada non troppo brutta attraverso paesaggi bellissimi. La prima tappa è la Kilt Rock, una scogliera dalla forma curiosa e molto suggestiva affacciata sull'oceano. Il tempo di una sosta per qualche foto e ripartiamo verso la seconda meta, l'Old man of Storr, un complesso geologico roccioso unico, con al centro una specie di grosso menhir naturale. Lasciamo la macchina e ci inerpichiamo sulle pendici del "vecchio", da dove si gode una spettacolare vista sul mare e sulle vicine isole di Raasai e Rona. Ci fermiamo meno di quanto la bellezza del paesaggio avrebbe meritato, ma l'isola offre tantissimo e il tempo è tiranno.

Ripartiamo in direzione di Portree dove ci rifocilliamo rapidamente e ripartiamo in direzione di Dunvegan e del suo castello, che visitiamo più per la bella gioranta e per il panorama che per la struttura in se.

La bella giornata (temperatura record i 22 gradi, mai più eguagliati durante la vacanza) corre troppo veloce e così facciamo noi partendo in direzione della Coral Beach: ebbene si, anche in Scozia, come in Polinesia, potete trovare spiagge bianche coralline. Le analogie però si fermano qui, visto che l'acqua è a temperature incompatibili con la vita umana e che difficilmente ai tropici vi potete imbattere in una simpatica famigliola di mucconi pelosi che procede tranquilla sulla carreggiata.
Alla coral beach ce la prendiamo comoda e ripartiamo che il sole è già basso.

Ultima tappa, per goderci il tramonto, il faro di Neist Point. La strada per raggiungerlo merita nella mia personale classifica il primo posto quanto riguarda la strizza: strada a carreggiata singola con passing places radi, salite ripide e curve cieche. Il panorama, la suggestione del luogo e il tramonto infuocato ripagano ampiamente della fatica.

Quando il sole è ormai uno spicchio sull'orizzonte, ripartiamo per Uig. Si pone però un problema: le cucine scozzesi non prevedono la fame dopo le 20 e il pub del porto di Uig non fa eccezzione. Decidiamo quindi di fermarci nella "capitale" Portree, dove speriamo che la maggior mondanità del luogo ci consenta di trovare qualcosa aperto. Con un po' di fortuna troviamo un ristorante cinese-tahilandese aperto dove mangiamo cose piccantissime ma buone, poi filiamo a nanna dalla cara Shona.

martedì, febbraio 19, 2008

Scotland Tour 2007 - 18/10/2007 - Da Tarbert a Skye


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La prossima tappa ha come meta l'Isola di Skye, che le guide all'unanimità reputano una delle più belle e suggestive zone del paese. L'isola fa geograficamente parte delle ebridi interne ed è raggiungibile senza bisogno di imbarcazione tramite il ponte situato presso la cittadina di Kyle of Lochalsh.

Dopo l'ennesima colazione pantagruelica salutiamo i cari coniugi Cullins e riprendiamo l'esplorazione della Scozia. Il tempo non è certo clemente durante questo spostamento, ma la strada è ancora percorribile, il traffico pressochè assente e il panorama via via più aspro e selvaggio lascia a tratti senza fiato, soprattutto nelle zone costiere.

Risaliamo lungo la penisola del Kintyre e puntiamo diretti verso la nostra prima tappa, la cittadina di Oban, già da tempo adocchiata da Elda come sede dei Giochi Celtici che purtroppo (o per fortuna) non si tengono durante la nostra visita. La cittadina di per se non è niente di particolare: uniche segnalazioni degne di nota, oltre ai già citati giochi celtici, sono la fabbrica del whisky omonimo e un orribile monumento neoclassico che si staglia inquietante in cima ad una collina. Comunque ci fermiamo per fare due passi sotto la pioggia e per rifocillarci un minimo.

I kilometri che ancora ci separano dalla meta impongono marce forzate, così ripartiamo puntando verso nord lungo la costa frastagliata. All'altezza del Loch Leven effettuaiamo una deviazione di alcune decine di kilometri per visitare la valle del Glencoe, a mio avviso uno dei panorami più suggestivi della Scozia.

Dopo una breve sosta, ripartiamo sempre puntando a nord e poi ad piegando ad ovest dopo Fort Willam, che decidiamo di non visitare. Giunti quasi all'altezza del ponte che ci consentirà di accedere all'isola, notiamo un castello su un'isoletta nel mezzo del Loch Alsh che sembra uscito dal film "Highlander". In effetti la lonely ci informa che quello che stiamo vedendo è il castello di Eilean Donan, dove sono state girate alcune scene della saga. Ci fermiamo brevemente ad ammirare la bellezza del paesaggio, ripromettendoci di approfondire la visita al ritorno.

Pochi kilometri e ci fermiamo per una sosta ristoratrice a Kyle Of Lochalsh, triste cittadina senza nessuna attrattiva la cui economia ha subito un tracollo dopo la costruzione del ponte per Skye.

Ultimo strappo e siamo finalmente su Skye. Qui le strade si fanno decisamente più strette e difficili, ma niente di preoccupante almeno fino alla "capitale" Portree. La nostra destinazione finale è però Uig paesello di pescatori a nord dell'isola da dove partono i traghetti per le Ebridi esterne. Arriviamo al nostro Bed and Breakfast che è ormai buio, ma la padrona di casa, Shona, ci accoglie cordialmente e ci mostra le camere, molto carine e comode. Abbastanza provati dal viaggio, andiamo a cena nel pub/ristorante presso il porto (non che ci sia molta scelta) dove mangiamo per la verità abbastanza bene. Dopo un paio di birrette e una partita a biliardo torniamo a casa, dove, pur essendo il 18 Agosto, troviano molto piacevole asciugare le ossa davanti al caminetto che Shona ci fa trovare acceso nel salottino a nostra disposizione, dopo di che andiamo a dormire.

martedì, novembre 20, 2007

BirraDiScimmia ospita l'Uomo Barba in

Nerd in Danger

Cari amici,
per gentile concessione dell'Uomo Barba, pubblico la sintesi della serata di ieri, seguita dai commenti dei vari partecipanti.

Protagonisti, oltre a me:
  • L'Uomo Marino
  • Cugino Gioele
  • Marcello
  • Mirko
  • Giovanni
  • L'Uomo Barba
  • Smolla
  • I gatti di smolla
  • Milla Jovovich
La parola al narratore...

"
Una nuova prova per i nostri eroi…

Una coraggiosa sortita porta i nostri in territori sconosciuti, alla scoperta di nuove ed eccitanti avventure.

Ecco però che la sfida, affrontata senza la dovuta preparazione, si dimostra più ardua di quanto previsto ed un tentativo di ovviare alla sbadataggine del DellaFiore (presentatosi senza giuochi) rischia di trasformarsi in pericolo mortale per tutti.

Potete notare la confusione mentale negli sguardi dei nostri, curiosamente stupiti di essere alla presenza di ben due donne (per un nerd, la differenza tra tv e vita reale è molto più sottile che per il resto del genere umano). La tensione è palpabile, gli animali fiutano nell’aria il pericolo.

Donne, pericolo!

Possiamo notare a questo punto il tipico schieramento difensivo, dove il branco di nerd, in presenza della minaccia femminile, adotta la strategia nota come "cucciolata" atta a ricostituire in brevissimo tempo quella barriera insormontabile nota ai più come "cerchio scacciafiga".


E la strategia di dimostra efficace!

Non c’è donna che possa resistere a tanta compattezza, ed ecco infatti la Smolla che resta indecisa sul da farsi, appollaiandosi pensierosa in disparte.


Una volta sentitisi nuovamente al sicuro ecco che i nostri riprendono le comuni abitudini, lanciandosi felici sguardi ammiccanti…


..ed esplodendo nelle gaiezze tipiche di chi sente ancora una volta di aver passato con successo un’ardua prova.


Complimenti a tutti voi, niente potrà sciogliere quel legame di gaiezza, indurimento cerebrale e dadi che Vi tiene uniti.

Alla prossima mirabolante avventura! "

martedì, novembre 13, 2007

Scotland Tour 2007 - 17/10/2007 - Isola di Arran


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Il viaggio prevede a questo punto di scegliere quale visitare delle due isole maggiori della Scozia meridionale: Islay, terra di whisky tra i migliori di Scozia (e quindi del mondo) oppure Arran, gioiello che la guida descrive come "una Scozia in miniatura" per la varietà dei paesaggi.
La scelta ricade su quest'ultima. Per i whisky ci sarà tempo.
Dopo la solita abbondantissima colazione scozzese dei Cuillins, partiamo verso il punto di imbarco per l'isola di Arran. Per la gitarella ci muoviamo con una sola auto, la Zafira, trasformata per l'occasione in una 7 posti. Per oggi è previsto il battesimo del fuoco sulle strade secondarie scozzesi, le famigerate strade a "passing places": stradine di campagna ad una sola corsia dotate di slarghi ogni 30 metri circa in cui accostare qualora arrivi qualcuno nella direzione opposta. Considerata la guida a destra e il fatto che stavo conducendo una macchina con 7 persone a bordo, c'è di che essere preoccupati.

Il porto di imbarco dei traghetti per Arran è poco più di un parcheggio con piazzole numerate secondo l'ordine di imabrco e una casupola di lamiera con le toilettes. Quando arriviamo ci sono già una dozzina di auto che aspettano, così perdiamo il primo traghetto e aspettiamo il secondo che arriverà in capo ad un'ora. Il tempo è freddo e ventoso, ma il mare è calmo.


La traversata è tranquilla e il panorama che si gode dalla barca è splendido, con l'isola montuosa che si avvicina da una parte e la costa frastagliata che si allontana alle nostra spalle.


Una volta sull'isola, iniziamo il giro in senso antiorario. Prima tappa, i circoli di pietre nella parte sud-occidentale, raggiungibili con una camminata di una mezz'ora dalla strada.


Camminata durante la quale Elda si improvvisa cane da pastore riconducendo all'ordine un indisciplinato gregge di pecore.

Presso uno di questi circoli cado nelle insidie del terreno imbevuto d'acqua e mi infradicio un piede... così appendo le calze a mo' di bandiera dierto l'auto.


Il resto del giro si svolge rapido con una breve tappa a Brodick per rifocillarci e qualche altra tappa veloce per alcune foto.

Giunti per tempo all'imbarco del ritorno, ci concediamo uno spuntino con prodotti acquistati al supermercato locale e rientriamo in tempo per la cena.